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politica e società

Articoli e considerazioni del nostro politologo Biagio Mannino su argomenti di attualità.

... per tutti o occasione per pochi. 

La crisi tra opportunità per tutti ed occasione per pochi. Così si può riassumere il 2020 che ci mostra come il futuro sarà profondamente complesso da affrontare.

Questo video è stato realizzato dall’Università della Terza Età Danilo Dobrina di Trieste il 15 aprile 2021.

di Carmen Palazzolo

La giornalista Milena Gabanelli ne ha scritto sul Corriere della Sera del 18.01.2021 e ne ha riferito lo stesso giorno al telegiornale delle ore 20 di TV 7. 

Se ne ricava che i costi delle crisi per il sistema-Paese Italia sono altissimi in termini economici e di credibilità e affidabilità e mi domando perché se ne parli così poco, anche in questo periodo in cui la preoccupazione nel nostro paese per quanto sta accadendo in politica è tale da aver quasi soppiantato quella per la pandemia.

di Carmen Palazzolo

Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e il suo strascico di eccidi, il cosiddetto Mondo Occidentale è in pace ma ciò non significa che ci sia pace ovunque nel mondo. Anzi, secondo il sito documentazione.info sono ben 25 i Paesi d’Africa, Asia ma anche America del Sud in cui infierisce tuttora la guerra. Fra questi, come ci perviene da un gruppo di donne ricamatrici di Ramallah (Palestina), c’è, appunto, la Palestina. Qui il conflitto, che affonda le sue radici nel secondo dopoguerra quando, il 14 maggio 1948, Ben Gurion dichiarò l'indipendenza di Israele, dopo la decisione delle Nazioni Unite di dividere la Palestina in uno Stato arabo e in uno Stato ebraico, sembra aver avuto una recrudescenza dopo che, qualche mese fa, i media internazionali hanno annunciato una dichiarazione congiunta dell’Amministrazione Americana di Trump e di quella Israeliana di Netanyahu del cosiddetto “Piano di pace per il Medio Oriente”.

di Biagio Mannino

Non c’è tregua. No, non c’è tregua per il cittadino europeo nel mare in tempesta delle vicende targate UE.

In questo caso, la politica italiana è andata ormai in tilt. E quella europea… anche.

La sola ipotesi di ricostituire il confine o, come si dice da giorni, di costruire barriere o cose simili sul confine italo – sloveno, finalizzate alla limitazione dei passaggi dei migranti, è l’espressione della totale incapacità da parte del Governo italiano di affrontare i problemi.

di Biagio Mannino

“Verità per Giulio Regeni”. Così è scritto su un piccolo adesivo che ho sulla scrivania. Uno dei tanti che sono stati e che vengono distribuiti da quando Giulio Regeni, assassinato orribilmente, è divenuto un vero e proprio simbolo.

Un simbolo di tutto ciò che va, come la voglia di conoscere, di studiare, di portare la ricerca della verità ai massimi livelli, di combattere i soprusi, di esercitare la libertà di pensiero, di stampa, di essere cittadini del mondo, di viaggiare e conoscere, di confrontarsi in modo civile e democratico, di aprirsi alle idee di tutti, di avere un dialogo tra culture diverse, di far conoscere tutto questo a tutti.

di Carlo Cremonesi

Il quotidiano indipendente La Verità di Maurizio Belpietro, nell'edizione del 14 gennaio, ha pubblicato l'intervista al Vescovo di Trieste, Monsignor Giampaolo Crepaldi, a firma di Lorenzo Bertocchi, con il titolo "Non esiste alcun diritto di emigrare". Il giorno dopo il Ministro degli Interni ha postato l'articolo sul proprio blog e ringraziato il prelato a mani giunte, sollecitando i like dei propri seguaci e la diffusione via facebook, twitter e instagram. L'edizione del 16 gennaio de Il Piccolo di Trieste, ha riportato in seconda e terza pagina l'intera vicenda, dando anche conto della presa di distanza del Vescovo dall'abbraccio non richiesto. Al momento la vicenda sembra essere così conclusa e, allora, nel silenzio della cronaca è possibile fare qualche pacata riflessione sull'accaduto.

di Carlo Cremonesi

Nell'Unione Europea (28 Stati) risiedono regolarmente 38,6mln di stranieri, a fronte di 515mln di abitanti (fonte: Organizzazione Internazionale delle Migrazioni). In Italia sono 6mln gli stranieri regolari, a fronte di poco più di 60mln di abitanti (fonte: ISTAT). Nella U.E. poco meno di 995mila stranieri legali hanno richiesto ed ottenuto la cittadinanza della nazione europea ospitante (fonte: Eurostat, 2017 anno di riferimento). In Italia lo stesso provvedimento ha riguardato poco meno di 147mila persone (fonte: ISTAT, 2017).

di Carlo Cremonesi

L'Italia è stata ed è terra di migrazione. Ignorare questo semplice dato significa precludersi la comprensione di quanto accade oggi nel nostro paese. La nostra Storia, che si intreccia con quella europea e non solo, registra il passaggio da terra di rilevante emigrazione a terra di immigrazioni in un arco di tempo relativamente breve, con un'iniziale disattenzione a questa dinamica da parte sia della pubblica opinione sia delle istituzioni. Le migrazioni hanno, quindi, stratificato problemi sociali e politici abbastanza articolati, in particolare a partire dallo scorso secolo e a tutt'oggi non compiutamente composti. Nel primo ventennio milioni di persone emigrarono, in cerca di migliore fortuna, verso gli USA, l'Argentina e altri paesi del sudamerica. Nel secondo dopoguerra l'emigrazione si diresse, essenzialmente, verso la Francia, la Germania, il Belgio; nel contempo, la migrazione interna si indirizzò verso il nord industriale in grande e veloce sviluppo. Nel contesto postbellico mentre si avviano la ricostruzione del paese, la ripresa dell'economia, il riassetto istituzionale nei suoi vari livelli, la collocazione internazionale ed europea dell'Italia, si registrano i primi arrivi di profughi, sfollati ed ex-prigionieri, nonché di personale militare e civile americano nell'ambito degli accordi internazionali fra Stati dell'occidente.

di Anna Piccioni

La relazione del prof. Alberto Vannucci, docente di scienze politiche all'Università di Pisa e componente dell'Ufficio di Presidenza di Libera, tenutosi al Centro Veritas il 23 ottobre 2018, si è sviluppata su tre punti:

1) Cos'è la corruzione
2) perché fattore di ostacolo allo sviluppo in ogni sua forma
3) con quali strumenti affrontarla

di Ezio Giuricin

Un progetto per il futuro. Si avverte da tempo l’esigenza di proposte di ampio respiro, di una politica degna di questo nome per salvaguardare, rilanciare, riqualificare la presenza della nostra componente in Istria, Fiume e in Dalmazia.

A più di un settantennio dall’esodo e dagli sconvolgimenti che hanno lacerato profondamente le nostre terre, dopo anni di silenzio e rassegnazione, di tentativi di riscatto, di pericolosa assuefazione alla marginalità, stiamo rischiando di scomparire, di musealizzarci, di diventare un residuo, una testimonianza. Nonostante tutti gli sforzi profusi oggi ci troviamo in una situazione particolarmente difficile: la minoranza “rimasta” e il mondo degli esuli - due componenti della stessa comunità divise purtroppo dalla storia - stanno combattendo, con affanno, per “sopravvivere”. 

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