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dei liberi pensatori

storia

Articoli che raccontano le vicende delle nostre terre, a volte travagliate e controverse, a volte affascinanti e poco note.

di Giorgio Ledovini

Il Villaggio S. Marco è stato la più grossa struttura abitativa per i profughi istriani in Emilia- Romagna a Fossoli di Carpi (MO). E' stata utilizzata allo scopo l'area dell'ex campo di concentramento di Fossoli di Carpi, creato nel 1942 per accogliere prigionieri di guerra e successivamente utilizzato come campo di transito per ebrei ed oppositori politici da avviare in Germania. Dopo la guerra ha ospitato persone compromesse con il fascismo e profughi dell'Europa orientale. Dal 1947 al 1952 fu sede della Comunità di Nomadelfia di don Zeno Saltini. Nel 1954, dopo una lunga e complessa elaborazione di progetto e burocratica, il Ministero dell'Interno ha deciso che vi venisse stabilita una comunità di profughi istriani gestita dall'Opera per l'Assistenza ai Profughi Giuliani e Dalmati, ente fondato nel 1949. Allo scopo gli edifici dell'ex campo di concentramento vennero abbelliti e migliorati con la creazione di appartamenti unifamilliari e servizi autonomi quali bar, alimentari, infermeria, chiesetta e scuola elementare. Il complesso fu denominato Villaggio S. Marco.

di Carmen Palazzolo

Giovedì, 24 febbraio 2019, all’Associazione delle Comunità Istriane di Trieste la storica Silva Bon, studiosa della questione ebraica, ha tenuto una conferenza sulla persecuzione ebraica a Trieste nel periodo 1938/1945. È un argomento che le è particolarmente congeniale e che ha approfondito perché è stato quello della sua tesi di laurea, che in seguito è stata pubblicata.

L’evento era eccezionale perché gli esuli giuliano-dalmati, per tanti anni chiusi nella sofferenza del proprio esilio, non si sono occupati dei dolori degli altri. Ma è tempo di allargare l’orizzonte, perché anche altri hanno sofferto esilio e persecuzioni. Fra questi c’è indubbiamente il popolo ebraico, da sempre esule e perseguitato. È questo il motivo che ha indotto la commissione cultura dell’Associazione a invitare la socia Silva Bon a parlare del suddetto argomento.

Archvio Museo storico di Fiume - Roma - Società di Studi Fiumani
(presidente prof. Giovanni Stelli - Direttore dr.Marino Micich)

Esodo giuliano-dalmata: il Diritto di opzione - norme stabilite

Riproduzione Comunicato del Ministero degli Esteri italiano apparso su "Il Corriere di Trieste" del 22/XI/1947

 

La storia censurata dei crimini fascisti in Jugoslavia di Giacomo Scotti

Il volume narra una storia dell'Italia del XX secolo sconosciuta ai più benché sia già stata ampiamente narrata da storici croati e anche italiani. 

Si tratta dell'invasione della Jugoslavia.

Essa faceva parte del progetto espansionistico del fascismo mirante al controllo del Mar Mediterraneo per cui, dopo la conquista dell'Albania (1939) e quella della Grecia (1940), si passò all'occupazione della Jugoslavia. La campagna iniziò il 6 aprile 1941 con un devastante attacco aereo germanico sulla capitale jugoslava, a cui seguì una rapida e agevole avanzata delle Panzer-Division tedesche che sbaragliarono ogni resistenza dell' esercito jugoslavo.

Venerdì 26 maggio 2017 - Il filmato integrale dell'intervento sul tema "Italianità adriatica", che l'Associazione delle Comunità Istriane di Trieste ha presentato a èStoria 2017, Festival internazionale della storia di Gorizia.

Dalla lezione tenuta dal prof. Raoul Pupo, docente di Storia Contemporanea all'Università di Trieste , agli studenti e aperta al pubblico il 30 novembre 2016

La lezione è stata svolta nel quadro del programma dell'OFFERTA DIDATTICO-FORMATIVA
“Progetti storici e di Cittadinanza attiva – anno scolastico 2016-2017”, organizzata dalL'Istituto Regionale di Storia del Movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia, che nell'anno in corso ha rivolto la sua attenzione formativa e didattica principalmente alle vicende storiche che hanno caratterizzato il territorio regionale tra la fine del XIX secolo e la metà del XX secolo con particolare riguardo ai processi di transizione storica e le loro implicazioni sociali.

Una regione istriana poco nota

Un paesaggio ondulato di colline che si elevano dolcemente fino a oltre 600 metri, ora di nuda roccia, ora coperte da prati o da una vegetazione di arbusti spinosi e erbe aromatiche; ogni tanto qualche boschetto di aghifoglie; poche le strade, generalmente a una sola corsia, e radi gli automezzi; niente case sparse o campi coltivati; pochi villaggi semideserti dispersi sul territorio … e silenzio.

Testo di Silva Bon

La Accademia dei Risorti è nata qualche anno fa, su iniziativa del professore Marino Lescovelli e del professore Livio Lonzar: essi hanno coagulato un gruppo di persone dagli interessi trasversali intorno al progetto di mettere in moto uno scambio culturale tra i capodistriani esuli e i capodistriani rimasti. Ricordo solo alcuni nomi tra i molti altri che si sono aggregati: lo scultore Pino Corradini, la poetessa Isabella Flego, la politica Marucci Vascon, lo scienziato Giulio Mayer, la intellettuale Alessandra Tremul, il politico Maurizio Tremul, il giornalista Alberto Cernaz …

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