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storia

Articoli che raccontano le vicende delle nostre terre, a volte travagliate e controverse, a volte affascinanti e poco note.

di Carmen Palazzolo

A FERRO E FUOCO - Mostra virtuale sull’occupazione italiana della Jugoslavia del 1941/1943

La mostra è stata inaugurata martedì, 6 aprile 2021, data dell'80° anniversario dell'attacco italo-tedesco alla Jugoslavia. L'esposizione è stata curata dal prof. Raoul Pupo, docente di Storia contemporanea del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali - Dispes dell'Università di Trieste, che l'ha realizzata assieme all'Istituto nazionale Parri ed all'Istituto regionale per la storia della resistenza e dell'età contemporanea nel Friuli Venezia Giulia.

Pubblichiamo lo scritto di Isabella Flego sulla tragedia mineraria di Arsia, che accadde il 28 febbraio 1940 e che lei, figlia di minatori del luogo, ricorda con realismo e, nonostante la ricorrenza sia triste, un tocco poetico che le è proprio.

Tristi ricordi

 

Testo di Silva Bon

Il dissolvimento delle Comunità ebraiche del Nord Est negli anni 1938 – 1945 viene avviato dalla promulgazione delle leggi razziste fasciste, volute da Mussolini.

Messi di fronte ad ostacoli gravi rispetto alla possibilità di condurre un’esistenza “normale”, agli impedimenti opposti alla loro vita lavorativa, alla chiusura della carriera scolastica dei figli, resi insomma cittadini di serie B, emarginati in un “ghetto” sociale, colpiti duramente sul piano economico, molti membri delle Comunità si allontanano dalle città e dalle terre della “Decima Regio” già alla fine del 1938 e nei primi mesi del 1939.

di Giorgio Ledovini

Recentemente si è tenuto a Trieste un convegno di studi sull' Acquedotto Istriano, organizzato dall'Associazione delle Comunità Istriane, cui hanno partecipato studiosi residenti in Istria.

Non intendo fare con questo scritto tanto una recensione del convegno, forse un po' sottotono rispetto a quello che l'argomento poteva offrire, quanto cogliere l'opportunità di fare una piccola relazione su quest'opera che mi ha sempre affascinato, sia per le sue caratteristiche tecniche che per l'importanza che ha avuto nella storia dell'Istria del secolo scorso. Essa è sicuramente la più importante fatta dall'Italia in Istria tra le due guerre mondiali, poiché non era volta solamente al soddisfacimento di un'esigenza primaria della popolazione, ma anche a dare linfa vitale per lo sviluppo economico del territorio, principalmente nel campo agricolo.

(Foiba di Villa Surani 4/5 ottobre 1943)

Di Patrizia Lucchi Vedaldi

Saggio pubblicato  - con il Patrocinio della Società Dalmata di Storia Patria-Venezia - nel n. 8 dei "Quaderni di Opinioni Nuove Notizie", a cura  dal prof. Sandro Gherro.

Prima di iniziare la presentazione, ricordo che quest’anno si celebra il centenario della nascita di Norma Cossetto e che proprio in questi giorni il Comitato Dieci Febbraio ne onora il settantasettesimo della morte con un’iniziativa che vede una partecipazione nazionale e internazionale intitolata ‘Una rosa per Norma’. 

L’‘Associazione civica Lido Pellestrina’ intendeva aderire, ma le troppo recenti elezioni comunali non hanno consentito di coinvolgere la nuova Amministrazione. 

Come Associazione lo abbiamo fatto in forma privata, postando oggi 5 ottobre su You Tube la presentazione, nel rispetto del distanziamento sociale dovuto alle disposizioni atte a combattere il coronavirus. 

di Giorgio Ledovini, profugo da Sicciole di Pirano

Si parla molto sui media di oggi del problema della frequenza delle scuole di tutti gli ordini nell'imminente inizio dell'anno scolastico. L'argomento è d'attualità a causa dei condizionamenti della pandemia sulla nostra vita individuale e sociale, che non possono escludere una parte importante come quella dell'educazione. Nei media vengono di solito messi in primo piano gli aspetti politici; articoli si chiedono quali potrebbero essere le conseguenze umane e sociali negli allievi, particolarmente i più giovani, in conseguenza di una modifica dei mezzi e metodi di insegnamento. Ed è una giusta preoccupazione.

di Carmen Palazzolo

È l’agosto del 2020 e sono a Puntacroce, il villaggio dell’isola di Cherso nel quale sono nata e da cui  sono partita con mia madre e mia sorella nel 1947 per andare esule in Italia. Da allora, a partire dal 1967, sono ritornata qui molte volte ma non con continuità. Questa volta soggiornerò in un appartamentino di una nuova grande casa, appena costruita all’inizio del paese sulla strada proveniente da Ossero. Oltre che essere nuovissimo e splendente di pulizia, quest’alloggio è dotato di ogni moderna comodità dai fornelli con piani di cottura in vetroceramica all’aria condizionata e ad internet.

di Carmen Palazzolo Debianchi

Ricorre quest’anno il centenario dell’impresa dannunziana di Fiume che, in pochissime parole, si può riassumere nella partenza da Ronchi per Fiume, nella notte fra l’11 e il 12 settembre 1919, di Gabriele D’Annunzio, alla testa di un gruppo di circa 2600 legionari per consegnare all’Italia la città, che una suddivisione a loro parere ingiusta del territorio alla Conferenza della Pace di Parigi aveva assegnato al neonato Regno dei Serbi Croati e Sloveni mentre il 60 % della popolazione era italiano. Da quest’evento Ronchi trasse l’aggiunta “dei Legionari”, che attualmente appartiene alla sua denominazione.

di Carmen Palazzolo

L'impresa dannunziana di Fiume

Cade quest'anno l'anniversario dell'inizio dell'impresa di Fiume di Gabriele d'Annunzio che, com'è noto, partì da Ronchi, oggi in memoria di quell'evento Ronchi dei Legionari (GO) il 12 settembre 1919 alla testa di circa 2.600 volontari, che egli denominò "Legionari" per andare alla conquista di Fiume. Iniziamo con questo scritto a ricordarla e lo faccio presentando un periodico quotidiano, fondato a quel tempo ma che rimase in vita fino al 1945, che ne fece la puntuale cronaca

di Patrizia Lucchi Vedaldi

Affrontando la genesi e l’esecuzione dell’impresa di Pola del 1° novembre 1918, credo sia necessario sfatare una leggenda creata dai detrattori degli italiani e che ancora oggi ogni tanto viene riproposta, con la quale si è tentato di far credere che l’affondamento del Viribus Unitis fosse avvenuto quando già l’Italia sapeva che la flotta imperiale era stata consegnata, per accordo, al nascente Stato degli Sloveni, Croati e Serbi. Ques’ultimo, peraltro, in gran segreto, stava tradendo quanto pattuito con il Regno dei Serbi a Corfù il 20 luglio 1917.

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