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Come dice il titolo, riportiamo quello che ci colpisce nel variegato mondo in cui viviamo.

La scultrice di Buenos Aires, nota per le sue creazioni in bronzo, espone una selezione di opere nelle sale dell’Hotel Corte di Gabriela

Venezia ospita per la prima volta una mostra personale di Vivianne Duchini, scultrice argentina nota a livello internazionale per le sue imponenti ed evocative sculture raffiguranti busti di cavallo.

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scrive su La Stampa il 13 agosto Gino Strada, il grande giornalista appena scomparso.

È un articolo lucido e oggettivo, scritto da una persona che conosce bene la situazione di questo paese, perché ci è vissuta 7 anni, che vale la pena leggere e poi rifletterci su.

 

Si parla molto di Afghanistan in questi giorni, dopo anni di coprifuoco mediatico. È difficile ignorare la notizia diffusa ieri: i talebani hanno conquistato anche Lashkar Gah e avanzano molto velocemente, le ambasciate evacuano il loro personale, si teme per l’aeroporto. Non mi sorprende questa situazione, come non dovrebbe sorprendere nessuno che abbia una discreta conoscenza dell’Afghanistan o almeno buona memoria. Mi sembra che manchino - meglio: che siano sempre mancate - entrambe. La guerra all’Afghanistan è stata - né più né meno - una guerra di aggressione iniziata all’indomani dell’attacco dell’11 settembre, dagli Stati Uniti a cui si sono accodati tutti i Paesi occidentali.

di Carmen Palazzolo

Il 10 febbraio di quest’anno (2021) alla celebrazione del Giorno del Ricordo, l’avvocato Paolo Sardos Albertini, nel suo discorso, ha auspicato che alla Foiba di Basovizza si renda onore non solo agli Italiani, ma anche a quanti altri, Sloveni e Croati, avevano parimente subito la violenza ideologica della Rivoluzione titoista. Concludevo testualmente: «Se a questo ricordo comune riterranno di partecipare anche autorità istituzionali delle vicine Repubbliche ben venga.» Lo scorso 13 luglio la visita al Sacrario di Basovizza di due capi di stato, quello italiano e quello sloveno, ha dato realizzazione, parziale, a quell'auspicio. Quella visita si è collocata appunto nel segno di ricordare, qui a questo Sacrario, la tragedia vissuta dai due popoli, italiano e sloveno. Tragedia, peraltro, in comune anche con il popolo croato. Da ciò l'auspicio - condiviso dal Sindaco Roberto Di Piazza - di una presenza futura, a questa Foiba, anche di rappresentanti istituzionali della Repubblica di Croazia. 

nasce a Firenze nella ricorrenza dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri (1265/1321)

di Carmen Palazzolo

Una notizia che tutti gli italiani devono conoscere è indubbiamente che entro questo 2021 sarà allestito a Firenze il Museo della Lingua Italiana. È una cosa di cui si parlava da tempo tant’è vero che un comitato scientifico, costituito da illustri studiosi della lingua italiana, è già al lavoro ma il vero e proprio via alla sua costituzione è arrivato con la risposta positiva dello Stato e lo stanziamento governativo di 4,5 milioni di euro, mentre la città di Firenze, dopo esser stata scelta come sua sede, ha contribuito concedendo il complesso conventuale di S. Maria Novella.

Riproduzione di un post del "Grillo Scrivente" - per gentile concessione del blog Il Vento di Nord Est di Biagio Mannino

Caro Blogger,

tempo fa concludevo la mia lettera chiedendomi se ci fossero ancora dei valori, pensando al rispetto dei luoghi, degli eventi, delle istituzioni,…. Ora apprendo, con profondo sconcerto, che alcuni ragazzi e ragazze minorenni hanno aggredito una coetanea a calci e pugni, pure con spartizione di ruoli: i ragazzi mostravano dove colpire e le ragazze eseguivano. Qualche giorno prima, una parte di loro ha fatto altrettanto con un povero anziano che stava svolgendo la sua attività di volontariato come “Nonno paletta”. Ma dove stiamo finendo?……

Carmen Palazzolo

La simpatica poesia beneaugurale in dialetto di Giuseppe “Jose” Brondnik mi sembra un buon modo per inaugurare la “stagione letteraria 2021” di odos.

Joze Brodnik era uno studente di uno dei collegi per i ragazzi profughi sparsi per l’Italia. Molti di loro hanno mantenuto i contatti fra loro, anche grazie alla mediazione del periodico “La Caravella”, come il giornalino del loro istituto, e ora diretto, redatto, spedito e quant’altro necessario dal bravo Furio Dorini.

RICEVIAMO QUESTO GRADITO MESSAGGIO IN RICORDO DI QUANTO AVVENUTO IL 15 FEBBRAIO DI QUEST’ANNO, LA DEPOSIZIONE DELLE SPOGLIE DEL SENATORE RICCARDO GIGANTE E SINDACO DI FIUME, COME ERA AUSPICIO DEL VATE –  PRESSO DI LUI AL VITTORIALE – I  SUOI I RESTI SONO STATI INDIVIDUATI VICINO AL LUOGO – RIMASTO IGNOTO PER TANTI ANNI – DOVE ERA STATO TRUCIDATO ASSIEME AD ALTRI ITALIANI IL 4 MAGGIO 1945.

UN RICORDO FIUMANO E ITALIANO!

di Carmen Palazzolo

Da qualche tempo seguo assiduamente sul canale TV 7 “Otto e mezzo”, il programma di interviste a uomini politici, scienziati, giornalisti, scrittori e altri, esperti e non, condotto con ferma gentilezza da Lilli Gruber appunto, alle ore 20:30.

Ne ho dedotto che in Italia abbiamo mille morti ogni milione di abitanti a causa dell’infezione da covid-19, il numero più alto in Europa, superato solo dal Belgio, che di morti per milione di abitanti ne ha mille e cinquecento mentre la Germania ne ha solo trecento.

di Giorgio Ledovini

Il nuovo conflitto tra Armeni ed Azeri nel Nagorno Karabakh (Artsakh) pone, come in tutti i casi analoghi nel mondo, interrogativi e considerazioni che quasi sempre rimangono purtroppo fini a se stessi.

Il problema nasce anzitutto da una situazione di distribuzione etnica territoriale molto complessa frutto delle invasioni dell'area nella storia e delle varie dominazioni che esse hanno prodotto. Il territorio abitato dalle popolazioni armene, che nel primo secolo a.C. risultava molto vasto, poiché toccava il Mediterraneo Orientale, il Mar Caspio ed il Mar Nero, è oggi, dopo varie invasioni esterne, pogrom, conversioni di massa all'Islam, e non ultimo il genocidio armeno da parte dei Turchi del 1914, spezzettato in varie aree. Il Nagorno Karabakh risulta così un'enclave a larga maggioranza armena in territorio azero. Ciò è avvenuto per la suddivisione statale della zona nei primi anni venti del '900, della quale sono responsabili sia le nazioni vincitrici della prima guerra mondiale che la Russia Sovietica, ultima dominatrice dell'area transcaucasica.

di Carmen Palazzolo

È dal 27 settembre di questo 2020 che si sente parlare di scontri fra Armenia e Azerbaijan, due Stati situati all’estremità sud-orientale dell’Europa. “Pesanti combattimenti – si legge su La Repubblica - sono scoppiati domenica mattina tra le forze azere e quelle del territorio separatista, che è sostenuto dall'Armenia. Ci sono vittime, sia militari che civili, anche se non c'è un bilancio complessivo: almeno 16 separatisti del Nagorno-Karabach sono rimasti uccisi e 100 feriti… mentre il presidente dell'Azerbaigian ha parlato di vittime militari e civili senza fornire numeri. Non è chiaro cosa abbia scatenato i combattimenti… L'Armenia accusa l'Azerbaigian di avere lanciato attacchi aerei e con artiglieria nell'ambito di una ‘aggressione pre-pianificata’ e sostiene di avere abbattuto elicotteri e distrutto tank. L'Azerbaigian, dal canto suo, sostiene di avere subito un bombardamento e che la sua sia stata una controffensiva, negando la distruzione di suoi carri armati… “ Le immagini mostrano edifici lesionati e crollati, macerie, voragini per la strada, linee elettriche interrotte, tubature dell’acqua saltate che fanno pensare a persone ferite e morte e vive senza casa, al buio, senza acqua e luce e terrorizzate, in fuga, che non sanno più dove possono trovare rifugio, perché sono i civili che nelle guerre di oggi patiscono più dei combattenti. È un paese lontano da noi e perciò le sue vicende non ci interessano e nei nostri quotidiani se ne parla poco o nulla e ciò da un certo punto di vista è anche strano perché ci commuoviamo e inorridiamo di fronte ad eccidi vicini a casa nostra ma non ci sentiamo toccati da quelli che accadono lontani da noi. Non sono persone sia quelle vicine che quelle lontane? 

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