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Recensione di Silva Bon

Rosanna Turcinovich Giuricin ha recentemente curato per il Circolo di Cultura Istro-Veneta “Istria” un quaderno dal titolo Veronica vivrà per sempre. Progetti in fieri per la documentazione e la salvaguardia dell’istrioto di Dignano, Fasana, Gallesano, Rovigno, Valle e Sissano.

Ma questa pubblicazione è molto di più di quello che promette la descrizione posta in copertina, assieme al logo di copertina disegnato da Vittorio Porro: una fotografia d’epoca color seppia di una antica, dignitosa coppia di sposi fotografati nello studio fotografico, sito nella via Sergia, dal polesano Umberto Bonivento.

Infatti, il quaderno in questione è un’opera di collage,un insieme di temi, di articoli, di brevi saggi, che parlano dei diversi interessi culturali, intesi in senso ampio, dei dieci Autori che collaborano per 52 pagine ricche di spunti, di riflessioni, di considerazioni, di informazioni letterarie, storiche, ambientaliste, ecologiche, linguistiche, materiali, culinarie, antropologiche, etnografiche, etologiche.

Il titolo evocativo che ricorda una donna realmente vissuta, Veronica, nata a Sissano, propone in termini forti e perentori i ricordi sorridenti della nipote, intervistata da Rosanna Turcinovich Giuricin; così si ricostruisce in felici termini narrativi la figura e la storia della nonna Veronica, che rappresenta emblematicamente tutte le donne di quel territorio istriano che ha mantenuto stretta nei secoli la parlata locale, l’istrioto (denso e concreto il suono di questo termine creato da Graziadio Isaia Ascoli, fondatore della glottologia!) di cui narra il quaderno del Circolo Istria attraverso vari contributi che intendono rendere pubblico un percorso di progetti complessi, in fieri, per il recupero e il mantenimento di un idioma che va lentamente scomparendo.

E allora ecco che alla testimonianza viva di una vita vissuta e incarnata nella parlata familiare, fanno seguito la descrizione delle Sei realtà unite dal dialetto di Antonio Giudici; Il Dizionario di Sissano attende pubblicazione di Barbara Buršić (che contiene dotte esemplificazioni ed etimologie) ; Le lingue che stanno scomparendo si possono insegnare ai bambini di Elia Benussi (divertente abbecedario di istruzioni didattiche formate sul/dal campo operativo); Salvare un idioma che muore con l’aiuto dei progetti europei. Un esempio. Proposta di progetto. Documentazione e rivitalizzazione dei sei idiomi istrioti (DERSII) di Viviana Benussi e Ambretta Medelin (collocato in posizione centrale per godere della giusta visibilità propositiva); Le casite (simili ai trulli pugliesi) dell’agro dignanese di Sandro Manzin; Lo stato delle parlate istriote oggi: appunti e divagazioni di Sandro Cergna; Contaminazioni, osmosi, quotidianità: il lungo percorso dei ceci (cui seguono saporite ricette della cucina istriana, pugliese, greca) di Giuliana Fabricio.

Livio Dorigo, presidente del Circolo “Istria”, firma l’ampia Introduzione e un articolo conclusivo su Le contaminazioni del passato continuano a caratterizzare il presente. Puglia e Istria. Con i suoi interventi Dorigo intende dare spessore alla cultura materiale legata, ad esempio, ai possenti e docili bovini istriani, originari della Podolia, ovvero l’Ucraina, e diffusi così in Istria come nella Puglia; ma anche alle api che producono il dolcissimo miele, alimento biologico primario … Tutto il discorso di Dorigo si apre alla storia delle migrazioni, dei contatti, degli intrecci, che affondano nella mitologia e nella storia sociale, tra mondi lontani, collocati al Sud e al Nord Est della penisola italiana e che pure svelano inaspettati tratti in comune: è l’Adriatico, il mare dell’intimità, per dirla con Matvejevic, a costituire un’attiva autostrada, via di molteplicità insospettate, verso la quale si protende la terra d’Istria. 

 

 

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