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dei liberi pensatori

dall'Enciclopedia Treccani

Martinoli, Giuseppe. - Botanico italiano (Spalato 1911 - Roma 1970).

Figlio di Giovanni Martinolich e Caterina Morin, trascorsa l'infanzia a Lussino (isola del Quarnero) nel 1925 entrò in seminario a Zara, dove nel 1933 conseguì la maturità classica; nell’ottobre dello stesso anno fu ammesso alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Nel 1937 si laureò in Scienze naturali e chimica, e l’anno successivo conseguì il diploma di specializzazione in botanica.

Nominato nel 1938 assistente incaricato presso l’Istituto botanico dell’Università di Cagliari diretto da R. Pampanini, nel 1943 conseguì la libera docenza in Botanica generale. Nel maggio 1945 lasciò da esule il paese (oggi Mali Lošinj, Croazia), raggiungendo Ancona e poi l’Università degli studi di Padova; nello stesso anno venne incaricato dell’insegnamento di Botanica generale e sistematica della facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali e dell’insegnamento di Botanica farmaceutica della facoltà di Farmacia dell’Università di Cagliari.

Nel 1946 assunse la direzione dell’Istituto e Orto Botanico dell’Università cagliaritana; provvide alla ricostruzione dell’istituto, gravemente danneggiato dalla guerra, rimettendone in funzione la biblioteca e le collezioni didattiche, riordinando in particolare l’Erbario. Nel 1950 conseguì la laurea in Farmacia. Lasciò la Sardegna nel 1955, chiamato presso l’Università di Pisa a occupare la cattedra di Botanica e ad assumere la direzione dell’Istituto e dell’Orto Botanico, già affidata al suo illustre maestro A. Chiarugi, che si era trasferito a Firenze. Nel 1963 lasciò Pisa per spostarsi a Roma La Sapienza, dove ricoprì la carica di direttore dell’Istituto e dell’Orto Botanico.

L’attività scientifica di M. ha spaziato dalla cariologia alla citotassonomia, dalla citologia all’embriologia, dalla fitogeografia alla morfologia; tali settori di ricerca sono stati dedicati a generi e specie del bacino mediterraneo e particolarmente agli elementi endemici, di rilevante valore biogeografico, e un’attenzione peculiare è stata riservata allo sviluppo e all’evoluzione del gametofito femminile delle spermatofite, sia gimnosperme che angiosperme.

Tra le molte entità studiate da M. meritano citazione le specie Hyacinthus (=Brimeura) fastigiatus, Morisia monanthos, Pancratium illyricum, Bellevalia sessiliflora, quest’ultima appartenente a un genere particolarmente interessante dal punto di vista cromosomico; importanti anche i contributi sui generi Scilla, Ornithogalum, Allium e quelli su alcuni endemiti apuani. Infine vanno ricordati gli studi cito-embriologici sulle Asteraceae, in particolare su Pyrethrum cinerariifolium e su Hyoseris taurina (Pamp.) Martinoli, il cosiddetto radicchio di scogliera della Sardegna; Silene martinolii (Caryophyllaceae) è stata dedicata a M. in memoria del suo interesse per la flora di Sardegna. M. svolse ricerche anche sugli effetti mutageni dei raggi ultravioletti e dei raggi X, in particolare sugli apici radicali. Autore di pubblicazioni riguardanti sei principali linee di ricerca (paleobotanica, floristica, morfologia, embriologia, citotassonomia e citogenetica), M. ha avuto rapporti di studio e ricerca con istituzioni straniere, tra cui il Dipartimento di botanica e genetica dell’Università di Berkeley in California; a Cagliari gli è stata dedicata la Serra Martinoli che ospita una ricca collezione di piante dello storico Orto cagliaritano. Va infine ricordato che M. ha contribuito all’ideazione e alla realizzazione dell’Orto Botanico delle Alpi Apuane Pietro Pellegrini di Pian della Fioba (Massa), istituito nel 1966.

 

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