recensione di Anna Piccioni
Con questo agile saggio Luciano Magnelli vuol contribuire con il suo vissuto all'importanza della vita come esperienza di incontri che arricchiscono . Vinicio de Morraes dice La vita è l'arte dell'incontro , arte perché creatività interpretazione CRESCITA. A una realtà virtuale che i mezzi digitali ci costringono o vorrebbero costringerci a immergersi, Magnelli contrappone l'incontro a quattrocchi, il comunicare non solo con parole ma con voce corpo, con l'agire.
Lo considero un saggio politico e pedagogico: perché è proprio della polis del buon civis e pedagogico, perché enuncia molte buone pratiche,
Questo saggio raccoglie gli incontri con persone che sono state fondamentali per la sua formazione: persone conosciute e sconosciute ai più, ma alle quali l'autore dà rilievo per il loro impegno nel sociale verso gli altri.
Mi sono segnata alcune parole che al giorno d'oggi, in questa società dell'apparire, della continua richiesta di performance, di esteriorità sembrano ingombranti:
umanità, opportunità, gratitudine, amicizia, comunità, costruire ponti, tempo condiviso,affrontare, immergersi, non evitare gli ostacoli, reagire, alimentare la vita, interiorità, scuotersi dall'ignavia,
DONO DI SÉ un darsi reciproco
Parole importanti che tutti e tutte dovremmo ricordare.
Magnelli in questo saggio autobiografico parla e si rivolge non più a un Noi e Loro,ma un noi che ingloba tutti
Sembra che oggi essere umani sia diventato uno slogan politico, ma c'è bisogno di recuperare l'umanità che ci contraddistingue: stare dalla parte degli ultimi, saper ascoltare è una nostra caratteristica
Forse tutti dovrebbero far sentire la loro voce e non lasciare che pochi esaltati rivendichino valori, per loro, ormai superati con la paura costante che qualcuno possa inquinarli. Con la globalizzazione ogni angolo della terra è luogo condiviso, non ci sono confini che segregano un noi da loro.

