recensione di Anna Piccioni
Così si sente la protagonista di questo romanzo Nora Marie Elbridge di quarantadue anni, e si sente già nella mezza età, senza mariti e figli, una zitella; e ha scoperto che la vita è la Casa degli specchi dove è difficile trovare la porta per uscire.Nora Marie Elbridge è maestra elementare nonché artista, non è molto soddisfatta di sé, ma soprattutto non sa bene cosa vorrebbe, ha un padre con cui si incontra ogni tanto, una vecchia zia , un fratello sposato con un figlio, verso cui non sente tanto trasporto Un giorno entra nella sua classe un bellissimo bambino Reza figlio di una italiana Selene e un libanese Skandar: la famiglia Shahid, arrivata da Parigi, artista lei studioso di etica e storia a Cambridge lui, la conquista totalmente. Non sa nemmeno lei perché , forse la loro diversità “europea”, il senso di libertà che emana dal loro modo di vivere, una prepotente sensualità: la sua attrazione verso la famiglia straniera non sa spiegarsela perché a momenti è una vera e propria attrazione fisica. Poi alla fine la protagonista si renderà conto che i sentimenti da lei provati non erano corrisposti e scoprire la verità sarà molto doloroso.
Claire Messud - La donna del piano di sopra - Bollati Boringhieri
traduzione di Silvia Pareschi

