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DAL 5 ALL’8 FEBBRAIO 2019 ANCHE AL PARLAMENTO EUROPEO (BRUXELLES) SI E’ PARLATO DI ESODO, DI FOIBE E DI DIRITTI DEGLI ESULI E LORO DISCENDENTI

di Patrizia Lucchi Vedaldi

L’evento, ospitato dal Gruppo PPE del Parlamento Europeo, si è sviluppato in tre importanti momenti.

Martedì 5 febbraiosi è tenuta la tavola rotonda “L’Europa e l’Alto Adriatico. Le istanze italiane a trent’anni dalla Caduta del Muro di Berlino”. In programma in apertura l’intervento dell’europarlamentare Elisabetta Gardini, capo della delegazione italiana in seno al PPE. L’eurodeputato Alojz Peterle, della delegazione PPE Slovenia, ha fatto pervenire un video messaggio. Hanno preso la parola Pier Mauro Zanin, presidente del Consiglio Regionale Friuli Venezia Giulia, Rodolfo Ziberna, sindaco di Gorizia, nonché Davide Rossi, della federazione delle Associazioni degli esuli Istriani, Fiumani e Dalmati. In particolare Rodolfo Ziberna ha chiesto l’apertura degli archivi europei per approfondire il dramma delle foibe.

 Mercoledì 6 febbraiosi è tenuta una conferenza con taglio giuridico-culturale “I diritti degli esuli Istriani, Fiumani e Dalmati, tra normativa interna e vocazione comunitaria”. All’incontro, moderato da Davide Rossi (Federesuli), sono intervenuti Kristjan Knez (presidente della Società di studi storici e geografici e vicepresidente della Comunità degli Italiani Giuseppe Tartini di Pirano), Giuseppe de Vergottini (presidente di Coordinamento adriatico, prof. emerito dell’Alma Mater dell’Università di Bologna), Donatella Oneto (giudice del Tribunale di Pavia), Davide Lo Presti (Università degli Studi di Verona).

Una voce nuova è stata quella della dott.ssa Oneto, che, partendo dall’assunto che non si può penalizzare un cittadino per aver esercitato un suo diritto, nella fattispecie l’opzione per la cittadinanza italiana (ex art. 19 comma 2 del Trattato di pace di Parigi), ritiene che oggi, che anche la Croazia è in UE, ci sia margine per risolvere positivamente talune vertenze ancora aperte rispetto a beni nazionalizzati.

Era presente anche l’europarlamentare croato Ivan Jakovčić, anche lui del gruppo PPE, che ha proposto la realizzazione di un progetto che veda la rinascita di Piemonte d’Istria, oggi quasi disabitato, come paese del ritorno degli Esuli. Un’intervenuta ha fatto presente che anche parte di Dalila potrebbe avere simile destinazione. Personalmente ho chiesto che ci venga dato sostegno dai nostri Consolati nella tutela dei diritti nei casi in cui il contenzioso per la restituzione dei beni non sia passato in giudicato. Ovviamente mi riferisco a quei beni che sono ancora liberi, non intendiamo buttare fuori di casa nessuno, anche se l’hanno fatto a noi. 

Infine Davide Rossi ha ricordato che l’Italia dovrebbe finalmente mettere in piedi una Commissione d’Inchiesta sulla strage di Vergarolla, all’epoca frettolosamente chiusa dagli alleati.

In concomitanza, dal 5 all’8 febbraio, semprenella sede del Parlamento europeo, è stata allestita una mostra, curata dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Coordinamento Adriatico e CDM e patrocinata da Federesuli.Incentrata sull’esilio dei Giuliani, Fiumani e dalmati alla fine del Secondo Conflitto Mondiale, ripercorre le tappe più salienti, partendo dal Trattato di Campoformido (1797), che vide la cessione all’Austria di Venezia e delle sue terre in Istria e Dalmazia. La dislocazione, in un punto di grande passaggio del palazzo, ha permesso di far conoscere la nostra storia a politici e visitatori di tutta Europa.  

Commenti  

0 #1 Amedeo 2019-02-10 17:10
Era ora che se ne parlesse anche a Brux !
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