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... sono tornati nel paese natìo in tre pullman.

Domenica 30 aprile 2017 gli esuli da Isola d'Istria sono ritornati per la prima volta in forma "ufficiale" al proprio paese natio accompagnati da amici e simpatizzanti prevalentemente istriani, fra i quali c'era il presidente dell'Associazione delle Comunità Istriane

Manuele Braico discendente di esuli da Oscurus (Buie), Licia Giadrossi vice presidente dell'Associazione ed esule da Lussinpiccolo, Carmen Palazzolo giornalista esule dall'isola di Cherso, Alessandra Norbedo discendente di esuli da Pinguente. Erano inoltre presenti l'assessore al personale del Comune di Trieste Michele Lobianco con la consorte e il presidente della società nautica Pullino Fabio Vascotto.

Addirittura 163 i partecipanti divisi in 3 pullman. La gita è stata organizzata dall'Associazione delle Comunità Istriane di Trieste e in particolare dai membri della Comunità di Isola d'Istria Mario Paolo Depase e Loredano Degrassi.

Il programma della giornata prevedeva, dopo l'arrivo alle 9.30, un periodo di tempo libero da dedicare a una passeggiata per il paese, alla visita alla propria antica casa e/o a parenti e amici; alle ore 11 la S. Messa nel duomo, dedicato al patrono del paese S. Mauro, e poi un rinfresco con lotteria e ballo.
La Messa viene celebrata da don Davide Chersicla, uno dei sacerdoti dalla vocazione tardiva ordinati pochi anni fa, musicista oltre che sacerdote e molto caro al cuore dei soci dell'Associazione delle Comunità Istriane, del cui coro fu per anni il maestro. Di grande suggestione la visione del duomo così pieno di fedeli, che seguono con devozione la Messa solenne, cantata dal coro maschile delle Comunità Istriane, diretto dal suo attuale maestro, David Di Paoli Paulovich che, in entrata, intona il nostalgico canto "Dio salvi l'Istria" e in uscita l'altrettanto commovente "Madonnina del mare" subito seguito dai presenti, che si attardano nella navata della chiesa per completarlo.

E infine giunge il momento del rinfresco nel grande ristorante che ospita la scuola alberghiera. E, mentre lo stuolo dei giovani camerieri serve le portate, Andrea canta e suona e... si balla!

Incredibili i virtuosismi di alcune coppie di anziani che, pur non sembrando particolarmente arzilli, si esibiscono in agili volteggi e giravolte. Balla ogni tanto anche don Chersicla con le anziane amiche delle Comunità Istriane. C'è anche una ricca lotteria.

Ma non manca neppure il momento culturale, che è costituito dalla presentazione del volume, appena editato dall'Associazione: "La Società Nautica Pullino, alfiere dello sport". La pubblicazione è stata curata dall'isolano Franco Stener, che la presenta la presenta ai partecipanti a questo splendido ritorno.
Il tutto si conclude alle 19.30 con la partenza per Trieste, dove si arriva e ci si saluta un'ora dopo.

Ma il significato di questo ritorno non sta nella gita. Per cercare di farlo comprendere a chi non conosce la storia di queste terre, dirò che alla fine della seconda guerra mondiale era accaduto che col Trattato di pace del 1947 la cittadina venisse assegnata alla Zona B del Territorio Libero di Trieste (TLT), che venne affidata all'amministrazione jugoslava, mentre l'amministrazione della Zona A venne assegnata a quella del Governo Militare Alleato. Per lunghi anni gli abitanti di Isola sperarono nel ritorno all'Italia ma quando, col Memorandum di Londra del 1954, il TLT passò all'Italia e la Zona B alla Jugoslavia, queste speranze vennero meno, anche da Isola d'Istria, come da tutte le altre cittadine della Zona B, la gran parte degli abitanti esodò nella madre patria.

Ma ci fu pure chi rimase nel paese per svariati motivi, come per diversi motivi e non soltanto patriottici tanti erano esodati, ma non ci fu comprensione fra andati e rimasti; soprattutto questi ultimi furono spesso accusati dai compaesani esuli di collaborazionismo coi nuovi occupanti e quindi invisi come persecutori e infoibatori. Neanche il passare degli anni ha tolto del tutto questo atteggiamento, che è stato rinforzato dalla mancanza di contatti degli uni con gli altri. Questi ritorni sono pertanto estremamente importanti perché consentono di conoscere la gente rimasta sul posto che, come il signor Zaro, si esprime sempre nel dialetto istro-veneto del quale, senza la presenza di questi "rimasti", non esisterebbe più traccia. Il signor Zaro, che è un produttore di vino e olio extravergine di oliva, fa da guida a un piccolo gruppo di gitanti in Palazzo Manzioli, sede delle due Comunità degli Italiani di Isola: "Pasquale Besenghi degli Ughi" e "Dante Alighieri".

Curiosa la storia dello stemma del Comune, in cui si vede uno scudo con una colomba bianca in campo azzurro con nel becco un ramoscello d'ulivo. L'immagine deriva dalla leggenda secondo la quale il 23 ottobre 1380 la flotta genovese arrivò a ridosso di Isola. I cittadini, disperati, si rifugiarono nella chiesa parrocchiale per pregare il loro patrono S. Mauro di scongiurare il pericolo di un'invasione straniera. Le loro preghiere furono esaudite: una colomba bianca si alzò in volo da sopra la chiesa e raggiunse le navi genovesi, che non riuscivano a vedere Isola a causa di una fitta nebbia che San Mauro fece improvvisamente calare sopra la città.

La colomba si diresse verso il mare aperto e i genovesi la seguirono, convinti che le colombe non volano mai lontano dalla terraferma. Dopo aver condotto il nemico in mare aperto, la colomba ritornò a volteggiare sopra la chiesa di San Mauro con un ramoscello d’ulivo nel becco, quale segno di pace e tranquillità.
Attualmente Isola (Izola) è un comune della Slovenia occidentale, a circa 30 km da Trieste, che conta intorno ai 15.000 abitanti.


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Per approfondire la storia di Isola d'Istria: periodico "La Colomba" della Comunità degli Italiani "Dante Alighieri" di isola d'Istria n. 27 in www.danteisola.org

 

Carmen Palazzolo

 

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