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dei liberi pensatori

Se n'è andato all'improvviso per un'emorragia cerebrale sabato 19 novembre 2016 e martedì 29 dello stesso mese si sono svolti i suoi funerali. Numerosi il pubblico presente, di Trieste e anche della provincia di Gorizia in memoria sua e conforto della moglie Marina.
Ma chi era Gianni Maiani?

Era un orfano di guerra, un esule, un ex alunno del collegio N. Sauro per ragazzi profughi, un grande dirigente della RAS, un ex sindaco di Monfalcone, un pensionato, uno scrittore, un marito attento, un amico affidabile.

Ora riuscirà forse a sciogliere il mistero della morte del papà, una guardia di frontiera di servizio al confine orientale d'Italia durante la seconda guerra mondiale, che verso la fine di essa, spedita la moglie incinta con due bambini a Trieste, lì doveva raggiungerli... ma essi l'attesero invano. Fu un evento che segnò la sua vita perché cercò sempre, senza successo, di scoprire cosa era accaduto, qual era stata la fine del suo papà. Una perdita, a seguito della quale lui e i suoi fratelli, meno la sorella minore, furono fatti ospitare dalla madre, priva di risorse economiche, nei collegi per i ragazzi profughi. Gianni frequentò il collegio Nazario Sauro di Trieste e poi la Casa del Giovane per gli studenti universitari nella stessa città. La perdita del padre fu pure la causa di una certa disgregazione della famiglia, perchè questi ragazzi, ospitati in diversi collegi d'Italia, che si vedevano soltanto durante le vacanze estive, non potevano avere fra loro e con la madre il rapporto di confidenza e solidarietà che si stabilisce attraverso al rapporto quotidiano di convivenza. Ciò Gianni lo trovò durante il periodo universitario a Trieste nella famiglia della moglie, che in un certo senso lo adottò e che divenne la sua famiglia.

Io lo conobbi quando entrambi avevamo oramai abbandonato le nostre attività professionali di un tempo e io mi ero dedicata al mondo dell'esodo giuliano-dalmata e lui alla scrittura. Fu infatti durante la mia ricerca sui collegi per i ragazzi profughi che lo incontrai e fra noi si stabilì subito un rapporto di cordiale amicizia nonostante la discontinua frequentazione.

Aveva veramente il dono della comunicazione verbale, orale e scritta, era infatti un ottimo e disinvolto oratore e uno scrittore dalla vena molto fertile: oltre venti libri sono infatti usciti dalla sua penna – circa uno all'anno – dopo il pensionamento, alcuni dei quali sono stati pure presentati all'Associazione delle Comunità Istriane. Sono romanzi autobiografici, come A Trieste in attesa del mio eroe, in cui parla del padre e della sua inutile attesa e ricerca, della madre e della loro famiglia o romanzi come Biancone, Paradiso, Quelli del bar, Le due amiche, o insieme di racconti come Donne a Trieste, A Trieste a Trieste o riflessioni come Dov'è l'America?, fino all'ultimo romanzo, uscito nel 2014, Cavana vecia, Cavana nova. Aveva pure un sito internet (http://www.maiani.it/) con un blog, vero diario personale sul quale scriveva quotidianamente esperienze e riflessioni.

Carmen Palazzolo

 

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