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Mauro Ferrari è lo scienziato italiano che sarà il nuovo presidente del Consiglio europeo della ricerca (Cer) dal 1° gennaio 2020.

Il Consiglio europeo della ricerca (in inglese European Research Council, ERC) è la prima agenzia dell'Unione europea dedicata al supporto della ricerca scientifica di frontiera, incentrata sul ruolo del ricercatore investigator.

Esso è il corrispondente alla National Science Foundation negli Stati Uniti.
Si tratta, in particolare, di un'agenzia indipendente per il finanziamento in Europa della ricerca di frontiera in tutte le discipline, dalle scienze matematiche, fisiche e naturali all'ingegneria, alle discipline umanistiche. L’ERC è stato creato per fornire una nuova competitiva filosofia di finanziamento, basata sull'eccellenza come solo criterio di successo, indipendentemente dalla nazionalità, genere o paese, che mira a creare nuovi standard per la ricerca in un continente di 500 milioni di persone in 39 paesi con un'economia collettiva di 15 trilioni di euro.

 

Mauro Ferrari

L’incarico affidato a Mauro Ferrari onora il nostro Paese e riconosce l’ottima preparazione data ai giovani dalle nostre scuole e università, perché i suoi studi sono iniziati al liceo classico Jacopo Stellini di Udine, dove il Ferrari è nato il 7 luglio 1959. Egli ha poi conseguito la maturità classica al liceo Dante Alighieri di Firenze e la laurea in Matematica all'Università di Padova. Come tanti laureati eccellenti fanno tutt’ora, se n’è andato quindi all’estero, negli Stati Uniti, dove ha conseguito il master (1987) ed il Ph.D. (1989) in ingegneria meccanica all'Università della California, Berkeley e si è laureato in medicina presso l’Ohio State University. Si è avviato così il suo impegno scientifico verso la bioingegneria applicata alla medicina e verso la ricerca sulle nanotecnologie, mentre ha cominciato a dedicarsi alla lotta contro i tumori dopo la perdita della prima moglie, Marialuisa, deceduta a causa di un tumore a soli 32 anni.

Numerosissimi sono gli incarichi che ha ricoperto nel tempo, fra i quali quello di professore ordinario di Ingegneria Meccanica e di Medicina Interna e di direttore del dipartimento di Ingegneria Biomedica alla Ohio State University (2000-2006).

Contemporaneamente (2003-2005) è stato Special Advisor ed Eminent Scholar presso il National Cancer Institute a Bethesda, dove dirige la formulazione ed il lancio del programma federale USA in nanotecnologia applicata al cancro, uno dei maggiori programmi al mondo in nanomedicina, con un investimento complessivo superiore al miliardo di dollari.

In Texas (2006-2010) è professore ordinario di Medicina Interna e direttore del dipartimento di Nanomedicina (School of Medicine, University of Texas Health Science Center – Houston), professore ordinario di Terapie Sperimentali (University of Texas M.D. Anderson Cancer Center), professore aggiunto di Ingegneria Biomedica (University of Texas Austin) e di Ingegneria Meccanica (Università di Houston).
Nel settore delle nanotecnologie ha pubblicato più di 350 articoli e 7 libri; ha ottenuto oltre 60 brevetti riconosciuti in USA e internazionali.
L'Università di Palermo gli ha conferito una laurea honoris causa in Ingegneria elettronica nel dicembre 2012 e l'Università di Napoli “Federico II” quella in Biotecnologia.

Il Ministro della salute Beatrice Lorenzin lo ha nominato, nel dicembre 2013, presidente della commissione incaricata di indagare sull'efficacia del metodo Stamina, ma dopo poco il prof. Ferrari è stato sollevato dall'incarico per aver definito il metodo Stamina come «il primo caso importante di medicina rigenerativa in Italia, un'occasione per il nostro Paese di assumere un ruolo di leadership straordinario» durante un'intervista televisiva.
Nel 2013 ha ricevuto il Premio Franca Florio "Scienziati Italiani Patrimonio dell'Umanità", conferito agli scienziati italiani nel mondo.

Quale presidente del Cer è stato prescelto fra una rosa di 50 candidati. Si prepara così a ritornare, se non Italia, in Europa, per un incarico prestigioso.
È un altro italiano di altissimo livello preparato in patria, che ha messo la sua intelligenza e cultura a disposizione di un paese diverso dal suo. In un’intervista egli si dichiara favorevole alla mobilità professionale e culturale. Sono d’accordo se avviene in entrambi in sensi, cioè se degli italiani eccellenti vanno a lavorare all’estero e altrettanti stranieri eccellenti vengono a lavorare in Italia ma se il movimento avviene solo o prevalentemente dall’Italia ad altri Paesi del mondo, allora ritengo che ci sia qualcosa che non va nel sistema di assunzione e occupazione dei giovani, anche se ben preparati, in Italia. E penso che deve essere il governo italiano a provvedere tutelando meglio la nostra gioventù in modo da non perdere, a vantaggio di altri Paesi, importanti risorse intellettuali.


 Saluto del Prof. Mauro Ferrari, Presidente e Amministratore Delegato del Methodist Hospital Research Institute di Houston Texas, in apertura del convegno "Cura della speranza, speranza nella cura". Un video del 2015

 

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