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Quando è "legittima" la difesa?

Una legge sulla legittima difesa esiste già, lo scopo della discussione alla Camera dei deputati sull'argomento era quello di fare maggior luce su alcuni suoi aspetti quali, appunto, la legittima difesa.

Ed ecco che, il 4 maggio scorso la suddetta Camera ha approvato con 225 voti a favore, 166 contrari e 11 astenuti le nuove norme, i cui punti più salienti sono – a mio avviso - la punibilità o meno dell'aggredito in casa, in negozio o in ufficio a seconda che l'aggressione avvenga di giorno o di notte e il nuovo punto introdotto su proposta dell'on. David Ermini (PD), che prevede lo “choc da aggressione”, il che significa che nella difesa in casa è sempre esclusa la colpa di chi spara, in situazioni di pericolo per la vita e la libertà personale o sessuale, a causa di un grave turbamento psichico e che essa è, quindi, sempre legittima.

Concludendo – secondo la nuova proposta di modifica approvata dalla Camera dei deputati – la difesa è sempre legittima se avviene di notte o in stato di choc.
Innanzitutto non capisco perché il medesimo fatto è più o meno grave a seconda del periodo della giornata in cui avviene e quale può essere l'influenza della luce o del buio. Buio significa mancanza di visibilità ma oggigiorno, con la grande diffusione della luce elettrica è difficile trovarsi in una situazione di non visibilità. E poi, se la difesa avviene all'imbrunire o all'alba? Si tratterà di notte o di giorno?
E come potrà il giudice stabilire il grave stato di choc o turbamento psichico?

Senza contare l’ambiguità del termine “ovvero”, utilizzato nel senso primigenio di “oppure” ma che oggi è inteso più spesso come un “cioè” …

Ecco il testo originale:
«Fermo restando quanto previsto dal primo comma, si considera legittima difesa, nei casi di cui all’articolo 614, primo e secondo comma, la reazione a un’aggressione commessa in tempo di notte ovvero la reazione a seguito dell’introduzione nei luoghi ivi indicati con violenza alle persone o sulle cose ovvero con minaccia o con inganno»

Una legge – secondo il mio parere di cittadina inesperta nel diritto – deve essere formulata ed esposta in modo semplice e quindi facilmente comprensibile e non porre problemi di interpretazione né al cittadino né a giudici e avvocati difensori che – loro sì esperti di diritto - fra le maglie dell'incertezza troveranno spazio per le interpretazioni più impensabili.

 

 

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