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dei liberi pensatori

di Silva Bon 

Un nuovo libro sulla sindone di Torino? Certamente, ma un libro di alta divulgazione che congloba all’interno di un approccio scientifico e di un preciso impianto storiografico l’enigma della sindone, su cui tanto si è scritto, discusso, dibattuto: ne è autore Bruno Pamfili, nato a Trieste discendente da una famiglia illustre ricordata anche nella toponomastica cittadina. A lui si affianca il noto storico del Medioevo Franco Cardini con la una ampia e dotta Prefazione. Già il titolo discorsivo dell’opera si propone a un pubblico largo e curioso Quello che vorreste sapere sulla sindone di Torino (… e non solo), edito per i tipi Europa Edizioni, Roma 2020, pp. 260, euro 15,90.

         La querelle tra sostenitori dell’autenticità della reliquia, intesa come vero sudario di Gesù, e i negazionisti dichiarati è ancora aperta e ha prodotto un innumerevole numero di ricerche di diversa valenza, così teologica come frutto di indagini prettamente scientifiche; ma si tratta di opere complesse, tutte di difficile accesso ai “non addetti ai lavori”.

         Bruno Pamfili ha il merito di inserirsi in questo notevole filone letterario producendo un libro che con molta chiarezza, lucidità, onestà intellettuale, porta il lettore a farsi una opinione autonoma, non imposta e gridata, in merito all’ “oggetto” sindone. Per alcuni questo lenzuolo di lino è sacro, per altri è il prodotto di una falsificazione che temporalmente si pone nel Medioevo, intorno al 1200-1300. 

L’Autore si funge mediatore culturale e narra una storia affascinante che parte dai millenni più antichi per spiegare usi, costumi, fatti, ritrovamenti che afferiscono successivamente anche alla narrazione biblica e ai vangeli canonici e apocrifi; e ancora leggi civili e religiose, oggetti d’arte, in senso lato la cultura dei popoli nel periodo precedente e successivo alla nascita del cristianesimo.

Ma i testi sacri, pur trattati con competenza e conoscenza approfondita, costituiscono solo una parte di tutte le molteplici fonti storiografiche, cui si rifà la narrazione: non manca il riferimento alle complesse vicende tardo antiche e medievali, alle gesta dei Templari, ad esempio, sempre riferite sul filo rosso delle ricognizioni precise che inseguono la presenza della sindone nello scorrere dei secoli. A proposito dei Templari, Franco Cardini, autore lui stesso di un recente importante volume La storia dei templari in otto oggetti scrive che “il capitolo riguardante l’ipotizzato passaggio della sindone per le mani dei templari è senza dubbio, per il grosso pubblico e gli amateurs assetati di “misteri”, quello più affascinante” e ricorda le parole che nel suo romanzo Il pendolo di FoucaultUmberto Eco fa dire a un personaggio che è appunto l’incarnazione paradossale del tipo “templarista”: “i templari c’entrano sempre”!

In un’altra parte dell’indagine conoscitiva, Bruno Pamfili conduce un’analisi che parla con la precisione propria delle scienze biologiche, di cui lui è uno specialista, di consistenza del tessuto-reliquia, dei microorganismi, dei pollini in essa contenuti ed esaminati con esperimenti chimici altamente sofisticati. E qui vengono proposte le tesi contrapposte più recenti nel corso dell’annoso dibattito, quelle pro e quelle contro l’autenticità, entrambe esposte, spiegate, discusse, partendo dalla base della puntuale consultazione di una vasta bibliografia ragionata sull’argomento, prodotta in Appendice, e anche di spedizioni e ricerche condivisibili in internet.

Tra il sì e il no, tra il vero e il falso, è il lettore, da ultimo, a prendere le sue decisioni, un lettore condotto per mano lungo un viaggio nel tempo e nello spazio, proposto con una scrittura scorrevole, facile, che non disorienta, ma anzi invoglia ad approfondire il tema, da sviscerare come una storia gialla.

         

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