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dei liberi pensatori

di Anna Piccioni

Il giorno 19 ottobre 2018 a Zugliano presso Centro Balducci si è tenuto un incontro preparatorio alla riunione trinazionale (Austria, Italia, Slovenia) in occasione della fine della prima guerra mondiale, che si terrà a Klagenfurt l'11 novembre 2018. “La riunione trinazionale intende applicare al presente la lezione delle guerre mondiali, ossia razzismo e cultura della violenza conducono sempre a guerra, miseria e inimicizia. La riunione è una dichiarazione in favore di un'Europa democratica e pacifica, un'Europa che rispetti il diritto internazionale di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, adotti una politica d'immigrazione onesta; che protegga i diritti sociali di tutti, essendo favorevole a una svolta socio-ecologica e getti le basi per un futuro sostenibile.”

L'incontro di Zugliano è stato presieduto da Elio Baracetti, i relatori sono stati Pierluigi di Piazza, Werner Wintersteiner promotore del “Manifesto per una regione della pace Alpe Adria”, Anna di Gianantonio ricercatrice storica.

Per Pierluigi di Piazza la memoria storica è fondamentale: dobbiamo accettare la provocazione della storia rispondendo con la cultura. Il degrado culturale etico e politico a cui stiamo assistendo è determinato dalla mancanza di cultura, solo così si rispetta la multiculturalità. Il percorso va dalla Grande Guerra alla Grande Pace e in questo sono impegnati molti giovani. In questo percorso la memoria per i morti deve comprendere ricordare le responsabilità che hanno portato a quelle morti.

Certamente da 70 anni in Europa non ci sono guerre, ma l'Europa produce armi per altre guerre in altri territori, quindi viviamo la memoria in un contesto in cui ci sono parole di guerra. Ogni discorso ogni categoria ha senso e valore solo se contribuisce alla Pace.

Wener Wintersteiner si è soffermato sul significato della riunione trinazionale, e la scelta del luogo, Klagenfurt, proprio per la situazione molto preoccupante: la Pace si può ottenere solo se il singolo sviluppa dentro di sé la cultura della Pace. Le azioni celebrative non sono sufficienti, per questo motivo sarà presentato un manifesto della Pace l'11 novembre fine dell'anno delle commemorazioni contro nazionalismi e razzismi.

Anna Di Gianantonio si è posta la domanda: “come agire per la Pace”. Prima di tutto ridare alle parole il loro significato e ridare dignità alla storia. Infatti la storia sta scomparendo tramontando assieme alla filosofia. Gli studi umanistici sono chiavi di interpretazione dell'epoca storica. Si dice, per giustificare, che lo studio della storia aumenta l'ideologia. In realtà se i discorsi sono decontestualizzati facilmente sono manipolabili, viene meno il senso critico. Le guerre del '900 non sono scaturite dal tessuto collettivo ma da idee di fondo: il sovranismo sovrapponibile al termine nazionalismo. La spinta nazionalistica parte da contesto democratico poi diventa Imperialismo ed ha per base il darwinismo sociale.: popoli superiori dominano popoli “bambini”.

Dal Nazionalismo al Fascismo, che si basa sull'impedimento dei diritti di una minoranza, il passo è breve. Conoscere la minoranza significa conoscere la loro cultura, la loro lingua. Lo si vede nei nostri territori dove non si è mai insegnata la lingua slovena e di conseguenza non si è mai conosciuta la loro cultura. Quindi anche i popoli che si affacciano sul Mediterrano vanno guardati come “portatori di cultura” non come bisognosi di protezione e assistenza o pericolo. Il Nazionalismo è contrario all'Universalismo che significa varietà di culture, no globalizzazione finalizzata a renderci uguali nel consumismo. Quindi giustizia sociale e uguaglianza contro gli appetiti dei singoli Stati: promuovere il conflitto delle idee no delle armi.

 

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