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Circolo di cultura istro-veneto “Istria”- Trieste
I partecipanti al Convegno: “Italiani dell'Adriatico orientale: un progetto per il futuro”
lanciano il seguente
APPELLO
alle istituzioni politiche e all’opinione pubblica per lo sviluppo di un grande progetto comune volto a tutelare, promuovere e valorizzare la continuità della presenza italiana nell'Adriatico orientale

La componente italiana dell'Adriatico orientale, a seguito degli sconvolgimenti della seconda guerra mondiale e delle radicali trasformazioni politiche, sociali ed etniche avvenute in quest'area, ha subito lo sradicamento e l'esilio della sua parte più significativa e la riduzione a minoranza dei pochi “rimasti”. Nel dopoguerra, e in particolare a partire dalla metà degli anni Sessanta, sono stati profusi degli sforzi, da parte italiana, per salvaguardare il patrimonio culturale, l'identità e la continuità della presenza italiana in queste terre con una serie di iniziative volte a sostenere la comunità italiana nell'ex Jugoslavia. Importante è stato, inoltre, nonostante i profondi ritardi e il velo d'oblio calatosi sulle vicende del confine orientale, l'impegno a favore del mondo associativo degli esuli istriani, fiumani e dalmati; un impegno che ha registrato un salto di qualità con l'approvazione, da parte del Parlamento italiano, della Legge n. 92 del 2004 che ha istituito il Giorno del Ricordo.

Negli ultimi anni, tuttavia, si stanno verificando dei cambiamenti, determinati dalle nuove condizioni politiche e sociali nelle quali si trova ad operare la minoranza e dalle oggettive difficoltà che stanno contrassegnando la vita sia della comunità dei “rimasti”, sia di quella degli esuli, che rischiano di compromettere seriamente la continuità della componente italiana, istroveneta e istroromanza di queste terre, e dunque la sopravvivenza di un'importante elemento del patrimonio culturale, linguistico, civile e umano della Nazione italiana.

A questo fine si avverte l'esigenza di avviare, con il concorso di tutte le istituzioni democratiche e di tutti i soggetti interessati, un grande progetto comune per tutelare, promuovere e valorizzare la continuità della presenza italiana nell'Adriatico orientale con iniziative organiche e di ampio respiro, e di delineare una visione strategica volta a garantire un reale sviluppo sia degli italiani “rimasti”, ovvero della comunità italiana presente in quest'area, che del più ampio tessuto associativo degli esuli, in Italia e nel mondo. Un progetto che valorizzi adeguatamente il patrimonio civile, linguistico e culturale degli italiani dell'Adriatico orientale e garantisca la trasmissione dell'eredità storica, delle radici e dell'identità di questa comunità alle generazioni furure.

I partecipanti del Convegno intitolato “Italiani dell'Adriatico orientale: un progetto per il futuro” promosso il 24 ottobre a Trieste dal Circolo di cultura istro-veneto “Istria” rimettono pertanto all’attenzione delle forze politiche, delle istituzioni e dei soggetti della società civile alcune indicazioni e proposte per la realizzazione di un grande progetto comune volto a salvaguardare, promuovere e valorizzare la continuità della presenza italiana nell’Adriatico orientale. Le proposte, riassunte specificatamente in un “manifesto” approvato dai partecipanti al Convegno, rilevano, fra le principali priorità, la necessità di promuovere l’approvazione di una Legge d’interesse permanente della Repubblica Italiana per il sostegno e lo sviluppo della comunità italiana in Croazia e Slovenia, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale, delle tradizioni e della presenza italiane nell’Adriatico orientale. Appare significativa inoltre l’urgenza di un analogo strumento legislativo per le associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati (o di un unica ampia normativa atta a preservare e sviluppare la presenza e il patrimonio culturale della componente italiana nelle terre cedute). Una legge organica che riassuma, aggiorni e migliori, dunque, in un testo unico, tutte le norme e le disposizioni legislative sinora prodotte a favore della componente italiana di questi territori e che, soprattutto, offra garanzie certe di sostegno in un quadro non più soggetto a costanti modifiche, necessità di rifinanziamento, complessità di attuazione o ritardi burocratici. Si auspica altresì l’approvazione della tanto attesa Legge per un equo e definitivo indennizzo dei beni abbandonati dagli esuli, così come la sigla di un Accordo trilaterale fra Italia, Slovenia e Croazia per la tutela e il rispetto dell’unitarietà e dell’uniformità di trattamento della Comunità italiana in Croazia e Slovenia, oltre che una coerente applicazione del Trattato tra la Repubblica Italiana e la Repubblica di Croazia concernente i diritti delle Minoranze del 1996.
Fra i principali obiettivi da perseguire vi è inoltre quello dello sviluppo di una reale dimensione economica per la comunità italiana nell’Adriatico orientale, così come di iniziative per rafforzare e consolidare le relazioni e le attività congiunte fra le istituzioni della minoranza e quelle degli esuli, costituendo un tavolo di coordinamento permanente, dando vita a nuove strutture e associazioni comuni in Italia e nei territori d’insediamento storico. Il tutto al fine di promuovere quel processo di “ricomposizione” della comunità italiana lacerata e divisa dall’esodo e di “ritorno culturale” della componente esodata che molti auspicano da tempo.

A questi vanno aggiunti altri interventi volti a consolidare il ruolo della scuola ai fini della valorizzazione e della conoscenza del patrimonio culturale, storico e civile della componente italiana di questi territori e, per quanto riguarda gli istituti con lingua d’insegnamento italiana in Croazia e Slovenia, delle iniziative tese a garantire, con il conseguimento di adeguate forme di autonomia, la loro capacità formativa dell’identità nazionale.

Nell’appello dei partecipanti al Convegno si rileva inoltre la necessità di rafforzare l’informazione, la conoscenza e la diffusione della realtà, dei valori e del patrimonio storico e culturale della componente italiana dell’Adriatico orientale, con un adeguato sostegno ai mezzi editoriali, scientifici, di ricerca, di stampa e radiotelevisivi esistenti, in particolare quelli della minoranza e degli esuli. Con l’auspicio di poter mettere in campo nuovi e più adeguati strumenti per valorizzare, promuovere e far conoscere un’eredità culturale che deve essere tramandata alle generazioni future.

 

 

 

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