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dei liberi pensatori

di Carmen Palazzolo 

I genitori chiedono libertà di scelta

Di questo argomento nel nostro blog abbiamo già parlato ma, dal momento che si continua a parlarne e scriverne, forse è il caso di riprendere e approfondire l'argomento, a partire da una spiegazione scientifica di ciò che i vaccini sono e come agiscono.
Su questi argomenti, dal momento che non sono un esperto in medicina, ricorro a quanto sta scritto nel portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica, (http://www.epicentro.iss.it/temi/vaccinazioni/VacciniCosaSono.asp), curato del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto Superiore di Sanità.

 

Cosa sono i vaccini

I vaccini sono preparati biologici costituiti da microrganismi uccisi o attenuati, oppure da alcuni loro antigeni, o da sostanze prodotte dai microorganismi e rese sicure (...) oppure, ancora, da proteine ottenute con tecniche di ingegneria genetica. Generalmente i vaccini contengono anche acqua sterile (o una soluzione fisiologica a base salina) e alcuni possono contenere, in piccole quantità, anche un adiuvante per migliorare la risposta del sistema immunitario, un conservante (o un antibiotico) per prevenire la contaminazione del vaccino da parte di batteri, qualche stabilizzante per mantenere inalterate le proprietà del vaccino durante lo stoccaggio.
 
Esistono varie tipologie di vaccino:

vaccini vivi attenuati (come per morbillo, rosolia, parotite, varicella, febbre gialla e tubercolosi): prodotti a partire da agenti infettivi resi non patogeni
vaccini inattivati (come per l’epatite A, la poliomielite e l’antinfluenzale split): prodotti utilizzando virus o batteri uccisi tramite esposizione al calore oppure con sostanze chimiche
vaccini ad antigeni purificati (come per la pertosse acellulare, l’antimeningococco e l’antinfluenzale a sub-unità): prodotti attraverso raffinate tecniche di purificazione delle componenti batteriche o virali
vaccini ad anatossine (come per tetano e difterite): prodotti utilizzando molecole provenienti dall’agente infettivo, non in grado di provocare la malattia ma sufficienti ad attivare le difese immunitarie dell’organismo
vaccini a Dna ricombinante (come per epatite B e meningococco B): prodotti clonando e producendo una grande quantità di un determinato antigene.

Come funzionano i vaccini

Una volta somministrati, i vaccini simulano il primo contatto con l’agente infettivo evocando una risposta immunologica (immunità umorale e cellulare) simile a quella causata dall’infezione naturale, senza però causare la malattia e le sue complicanze. Il principio alla base di questo meccanismo è la memoria immunologica: la capacità del sistema immunitario di ricordare quali microrganismi estranei hanno attaccato il nostro organismo in passato e di rispondere velocemente (l’assenza di una memoria immunologica è il motivo per cui i bambini piccoli vanno incontro alle malattie infettive più frequentemente dell’adulto). Senza le vaccinazioni, il nostro corpo può impiegare anche due settimane di tempo per produrre una quantità di anticorpi sufficiente a contrastare l’invasore. Un intervallo di tempo durante il quale il microrganismo può causare danni al nostro organismo.
 
Per alcuni vaccini è necessario fare dei richiami, ovvero delle somministrazioni ripetute più volte a distanza di tempo.
 
Nonostante la vaccinazione sia per definizione un intervento preventivo che quindi va effettuato prima dell’esposizione all’agente infettivo, in alcuni casi può essere utilizzata anche a esposizione avvenuta e prende il nome di “profilassi postesposizione”. Un esempio è la vaccinazione contro la rabbia, effettuata a soggetti che siano stati morsi o siano entrati in contatto con un animale rabbico (questo perché il virus della rabbia necessita di un certo tempo per raggiungere il sistema nervoso e causare i sintomi della malattia, tempo durante il quale il vaccino è in grado di stimolare una risposta immunitaria che elimina il virus prima che la malattia si manifesti). Anche le vaccinazioni contro morbillo e varicella possono essere efficaci dopo l’esposizione all’infezione: il vaccino contro il morbillo, se somministrato entro 72 ore dall’esposizione, può prevenire la malattia o ridurre la gravità dei sintomi.

 

Commenti  

0 #3 Alberto 2018-08-14 10:36
messaggio postato da un medico di Modena su whatsapp:

Cara Senatrice Taverna sono estremamente delusa come italiana, come cittadina e come medico, da quello che ha detto in materia di vaccini...
Ha reso questo paese non più libero...ma oppresso dall’ignoranza e dalla cecità.
Ogni anno milioni di volontari sanitari rischiano la vita in giro per il mondo per salvare migliaia di piccole vite da malattie che hanno decimato intere popolazioni.
E noi, del mondo ricco e civile, torniamo indietro di mille anni contro ogni ragione.
I nostri bambini non sono bestiame. Sono solo bambini a cui garantiamo un futuro.
Perché non proibiamo anche tutte le altre scoperte scientifiche che hanno cambiato la sopravvivenza dell’uomo moderno e che hanno comunque possibili complicanze?
Proibiamo TUTTE le chirurgie.
Proibiamo il vaccino anti HPV contro i tumori della cervice uterina.
Proibiamo LE CORONAROGRAFIE CON PCI primarie che ogni giorno salvano la vita a centinaia di persone colpite da infarto.
Proibiamo la trombolisi primaria per tutti i pazienti colpiti da ictus cerebri.
Proibiamo le trasfusioni.
Proibiamo gli antibiotici.
Spegniamo la luce...torniamo nel medioevo.
Ma non ci chieda poi...a noi medici...di fare miracoli che volete distruggere.
Non ci chieda di piangere la morte dei nostri bambini.
La piangiamo da oggi. La piangeremo domani. Impotenti davanti ad una “politica” che riduce a voti politici e twittate la scienza.
Mi vergogno onorevole.
Mi vergogno profondamente.
Mi vergogno di essere rappresentata da lei e chi pensa sia giusto non vaccinare.
Mi vergogno di stare in un paese in cui le decisioni sulla sanità e sicurezza pubblica, perché è di questo che si tratta, vengono prese da persone non preparate sulla materia, non adeguate nemmeno lontanamente al parlarne pubblicamente e criticamente.
Per fare il mio lavoro, il medico anestesista rianimatore, ci vogliono 6 anni di università, 1 anno di abilitazione statale e 5 anni di scuola di specializzazione. Ci occupiamo di vite. È normale. Doveroso. Importante.
Per fare il suo lavoro Senatrice, basta prendere voti. Parlare sui social. Avere fortuna. Essere nel momento giusto con le persone giuste e al posto giusto.
E questo non è giusto.
Perché voi per un voto condannate il nostro paese al ritorno delle malattie che avremmo dovuto debellare.
Condannate bambini al rischio di non poter crescere.
Condannate noi a guardare il vostro irresponsabile scempio con responsabile impotenza.
È un mondo ingiusto il nostro Senatrice.
È un paese ingiusto il nostro.
Ma soprattutto è ingiusto che chi come Lei, accompagnata da cattivi consigli ed ignoranza dovuta al suo non essere competente in immunologia e malattie infettive, non sarà costretta a vedere un bambino morire di morbillo.
Lei non lo farà.
Lei e i suoi colleghi politici amanti dei selfie, dei social, dei video mentre siete al lavoro...non li vedrete.
E quando sarà il momento...darete la colpa qualcun altro.
Dorma bene Senatrice stanotte.
Dorma bene Senatrice sempre.
Lo faccia anche per me. E per tutti i miei colleghi a cui ha tolto il sonno, la speranza, e la serenità.
Vorrei avere la sua ostentata sicurezza.
Vorrei poter credere ancora di poter fare il mio lavoro nel migliore dei modi in questo mio paese che non riconosco più...e di cui mi vergogno.
Dorma bene Senatrice.
E si ricordi sempre che il mio lavoro è un privilegio, e dovrebbe esserlo anche il suo.

Silvia Braccini
Semplicemente un medico
Citazione
0 #2 Carmen Palazzolo 2018-08-14 08:38
proprio ieri, 13 agosto 2018, in una conversazione privata e perciò non cito il nome della persona con la quale si è svolta, ho saputo che dei genitori contrari alla vaccinazione, dal momento che i presidi hanno deciso di non accettare a scuola i bambini non vaccinati, pensano di ritirarli da essa e occuparsi direttamente della loro istruzione e in tal senso si stanno organizzando.
Io sono rimasta molto impressionata da questa informazione. Dopo aver detta alla mia interlocutrice che io ero decisamente favorevole alla vaccinazione e alla scuola pubblica, dove ho operato per 35 anni come diversi membri della mia famiglia, perché la scuola pubblica italiana in ogni suo ordine funziona bene e ne è una delle dimostrazioni il successo che i nostri studenti hanno all'estero, le ho fatto notare che la scuola non è soltanto luogo di istruzione e di educazione ma è anche un'importante occasione di socializzazione. A questo la signora ha risposto che si pensa comunque di fare dei gruppi di ragazzi.
Non mi è sembrato il caso di proseguire la conversazione su quest'argomento ma mi piacerebbe che qualche psicologo spiegasse a questi genitori le possibile conseguenze di questa scelta.
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0 #1 Diego 2018-08-12 08:38
Io inizialmente ero assolutamente intransigente considerando i no vax come delinquenti a piede libero sia per i rischi a cui sottopongono i loro figli (simili ai testimoni di geova che non accettano le trasfusioni di sangue preferendo la morte dei loro stolti adepti) ma anche, o soprattutto sul piano della salute pubblica, simili agli untori di manzoniana memoria. Per cui sono assolutamente per l'obbligo di vaccinazione e bene fanno i presidi a non accettare a scuola i bambini non vaccinati. Mi resta solo un dubbio, sono necessari tutti quei vaccini (12 se non sbaglio)? Quand'ero bambino (e dovevo essere molto piccolo perché non ricordo nulla) presi la pertosse e la terapia fu di portarmi a Cima Sappada perché respirassi aria pura di montagna. Quindi mi sembra non costituisse dal punto di vista medico una malattia potenzialmente pericolosa. Poi le malattie infettive tipiche dei bambini, varicella, rosolia, morbillo (che presi dopo i vent'anni da mio fratello che ne ha 5 più di me: piuttosto ritardati 'sti Redivo) ai miei tempi si sosteneva fossero un passaggio fondamentale dell'infanzia proprio per rafforzare il sistema immunitario. Quindi sono assolutamente pro vaccini con qualche piccolo dubbio sull'esagerato numero.
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