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dei liberi pensatori

di Marco Tessarolo

 Nello scorso numero della "Nuova Voce Giuliana" eravamo intervenuti sulla proposta di bilancio dell'Unione Europea per il periodo 2021-2027 sottolineandone le caratteristiche di novità ed i riflessi che potrebbero derivarne per l'Italia.

Alla fine dello scorso mese di maggio c'è stata la presentazione di una prima ipotesi di lavoro da parte del Vice presidente della Commissione Europea, Katainen, e del Commissario per la Politica regionale, Cretu: in estrema sintesi la bozza di bilancio sposta dall'est al sud Europa la concentrazione delle risorse tanto che, pur riducendo del 5% la quota destinata ai Fondi di Coesione, l'Italia dovrebbe guadagnarci...

Questa modifica nelle linee europee di indirizzo economico è originata dall'adozione di nuovi criteri per stabilire quali saranno le Regioni che avranno diritto ai fondi comunitari destinati allo sviluppo economico e sociale: siccome le Regioni dei Paesi orientali hanno fatto notevoli progressi dal punto di vista economico, diventando più competitive e, in ultima istanza, più ricche, ecco chel'attenzione si sposta verso il sud dell'Europa e, per quanto riguarda l'Italia, soprattutto ad alcune Regioni del Mezzogiorno.

I maggiori benefici finanziari destinati all'Europa meridionale derivano da una modifica dei parametri che individuano i territori beneficiari delle risorse: oltre al reddito nazionale vengono considerati: la disoccupazione giovanile, il basso tasso di scolarità, il cambiamento climatico, sino all'accoglienza ed all'integrazione dei migranti; è evidente che questi parametri sono maggiormente incidenti nel sud dell'Europa rispetto all'est.

In continuità con la consuetudine della Commissione Europea di individuare delle "parole d'ordine " che connotino il periodo di programmazione, la proposta della Commissione prevede quattro macrotemi: Europa più "intelligente" (innovazione e sostegno alle piccole e medie imprese), Europa più " verde" (meno emissioni di gas serra), Europa più "connessa" ( sviluppo dei trasporti e delle reti digitali), Europa più "sociale" ( più occupazione, istruzione ed inclusione sociale) ed infine Europa più vicina ai cittadini.

Per la realizzazione di questo ambizioso programma la Commissione Europea propone di destinare all'Italia 43 miliardi e mezzo di euro nel periodo 2021-2027 (si tratta di 2 miliardi e mezzo in più rispetto all'attuale periodo di programmazione 2014-2020): la proposta prevede,quindi, che -come è attualmente- l'Italia risulti il secondo beneficiario di questi fondi dopo la Polonia.
Tutto bene allora? Non completamente, non è tutto oro quello che luccica: la Commissione, infatti, legherà la corresponsione delle risorse ad un maggior legame con l'attuazione delle riforme strutturali, non è che sinora l'Italia abbia brillato su queste tematiche...

L'interesse della Regione Friuli Venezia Giulia sarà focalizzato soprattutto sui programmi di cooperazione transfrontaliera: sembra che la dotazione finanziaria di questi Programmi verrà leggermente aumentata.
Giova rammentare, infine, che la proposta di bilancio della Commissione europea sarà oggetto d'ora in poi di intensi negoziati (ad iniziare dal Consiglio Europeo di giugno), dapprima con gli Stati membri per proseguire con le parti sociali ed, infine, con il Parlamento Europeo, per giungere all'approvazione definitiva tra la fine del 2019 ed il primo semestre 2020.

L'approvazione del bilancio richiederà l'unanimità degli Stati membri e, siccome è previsto il diritto di veto, è facile, sin d'ora, immaginare il fuoco di sbarramento da parte dei Paesi dell'Est.....
L'importante, per l'Italia, sarà l'atteggiamento del Governo (per fortuna adesso, dopo tanti tentennamenti, uno ce l'abbiamo....), flessibile ma fermo nella tutela degli interessi nazionali.

 

Articolo già pubblicato su "La Nuova Voce Giuliana" n. 374 d. d. 16 giugno 2018

 

 

 

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